La Cappella Resurrecturis
nella cripta della
Chiesa S. Maria della Consolazione
Nella quiete raccolta della cripta della Chiesa di Santa Maria della Consolazione, affacciata sul Foro Romano, la Cappella Resurrecturis custodirà un nome che è già preghiera e promessa Resurrecturis. Il termine latino resurrecturis significa letteralmente “a coloro che risorgeranno”: non indica solo i defunti del passato, ma si apre verso il futuro, verso tutti coloro che, nella fede, attendono la vita oltre la morte. È un dativo proiettato in avanti, come una dedica silenziosa: questa Cappella appartiene a chi è affidato al mistero della resurrezione.
Nel cuore del Foro Romano, un tempo centro pulsante della vita dell’antica Roma, la presenza di questa Cappella introduce una diversa misura del tempo. Dove un tempo si celebravano potere, gloria e caducità delle istituzioni umane, ora si innalza una speranza che non si consuma: la speranza cristiana della resurrezione dei morti. Le rovine che circondano la Chiesa della Consolazione diventano così un contrappunto eloquente: tutto ciò che è puramente terreno declina, mentre la promessa di Cristo rimane. “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Gv 11,25).
La Cappella Resurrecturis è, in questo senso, un luogo di attesa. Non un’attesa vuota, ma un’attesa abitata dalla preghiera, dal ricordo e dall’affidamento. Qui i fedeli defunti sono consegnati alla misericordia di Dio, e i vivi imparano a guardare la morte non come un muro invalicabile, ma come una soglia. Le tombe, le lapidi, i nomi incisi nella pietra non parlano solo di ciò che è stato, ma di ciò che ancora deve compiersi: “Se moriamo con Cristo, vivremo anche con lui” (2Tm 2,11). La Cripta Resurrecturis diventerà così un grembo nascosto, dove la Chiesa affida i suoi figli al compimento della promessa pasquale.
Il legame con il titolo della chiesa, Santa Maria della Consolazione, illumina ulteriormente il significato della Cappella nella cripta. Maria, Madre della Consolazione, è colei che sta accanto al dolore umano senza fuggirlo, ma lo apre alla speranza. Nella penombra della cripta, la sua presenza materna è come una luce discreta: consola chi piange i propri cari, sostiene la fede di chi fatica a credere nella vita eterna, accompagna il cammino di chi si interroga sul senso ultimo dell’esistenza. La consolazione cristiana non cancella il lutto, ma lo trasfigura, perché nasce dalla certezza che Cristo ha vinto la morte.
Nel contesto spirituale del Foro Romano, la Cappella Resurrecturis assume anche un valore simbolico: è un piccolo santuario di resurrezione nel cuore di una città segnata dalla storia, dalle grandezze e dalle rovine. Qui la memoria dei defunti si intreccia con la memoria della Pasqua, e il silenzio della cripta diventa un invito alla contemplazione. Chi vi entra è chiamato a sostare, a lasciar emergere le domande più profonde, a riconoscere che la vita non si esaurisce nei confini visibili del tempo. In questo spazio umile e solenne, la Chiesa continua a proclamare, con sobria fermezza, che la morte non ha l’ultima parola, ma è attraversata dalla luce del Risorto, promessa a tutti coloro che, nel mistero, sono resurrecturis, destinati a risorgere.
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La Cappella Resurrecturis, custodia delle urne cinerarie nella fede
La Cappella Resurrecturis è uno spazio raccolto e silenzioso, situato all’interno della Cripta della Chiesa S. Maria della Consolazione, pensato come luogo di custodia delle urne cinerarie dei defunti. Non si tratta di un ambiente anonimo, ma di una struttura privata e protetta, immersa nella preghiera dei Frati Minori Cappuccini e della comunità che qui si raduna per ricordare i propri cari alla luce della risurrezione. Le urne vengono conservate in un contesto sacro, dove il silenzio, i segni liturgici e la presenza del Signore aiutano a vivere il lutto nella speranza.
Possono accedere alla Cappella Resurrecturis i fedeli che desiderano affidare le ceneri dei propri cari a un luogo che non sia solo sicuro, ma anche intimamente legato alla vita della Chiesa. La scelta di deporre qui le urne esprime un senso profondamente ecclesiale e comunitario: i defunti non sono isolati, ma rimangono spiritualmente uniti alla comunità che prega, celebra l’Eucaristia e attende la risurrezione finale. In questo ambiente, la memoria personale si intreccia con la fede condivisa, sostenendo le famiglie nel cammino di consolazione.
La Cappella Resurrecturis rispetta pienamente le norme liturgiche e canoniche della Chiesa sulla cremazione e sulla custodia delle ceneri. La presenza delle urne in un luogo sacro ricorda che il corpo, pur trasformato, resta degno di onore e di rispetto, e che le ceneri non sono un semplice oggetto, ma il segno di una vita amata da Dio. Qui la Chiesa accompagna con discrezione e vicinanza pastorale il dolore dei familiari, offrendo uno spazio dove affidare i propri cari alla misericordia del Padre, nella certezza che nulla di ciò che è vissuto nell’amore va perduto.